L’incendio boschivo di Morgex del 17 marzo 1997.

L’incendio ha percorso una ripida pendice montuosa, coincidente con il versante meridionale del Mont Cormet (2476 m), distante pochi chilometri dal massiccio del Monte Bianco.

Caratteristiche dell’area colpita dall’incendio:

  • Altitudine: 1000-1850 m * Esposizione: principalmente a Sud, con porzioni limitate a Sud-Est e Sud-Ovest
  • Pendenza: 40°-41°

Vegetazione a Ovest del vallone Dailley:

  • Fustaia resinose
  • Bosco: pino silvestre (95,6%), abete rosso (2,4%), larice(1,2%), latifoglie eliofile(0,8%)
  • Sottobosco: pino, abete, pioppo tremolo, nocciolo, roverella, salicone, betulla, ontano, ginepro, uva ursina, rosa, crespino, mirtillo

Vegetazione nella zona alta circostante la baita di Bou di Baou (1350-1850 m):

  • Larice, pino silvestre, abete rosso e pino montano

Vegetazione a Est del vallone Dailley:

  • Bosco: pino silvestre, pochi alberi di grosso diametro
  • Sottobosco: come il versante Ovest

E’ possibile suddividere l’area colpita dall’incendio in 4 aree di bosco (vedi linee tratteggiate e il torrente Dailley). La propagazione del fuoco in chioma con il fronte principale (sviluppatosi dal punto di inizio dell’incendio P.I.) è indicata dalle aree tratteggiate con frecce grandi rosse. Il tratteggio più fitto (frecce piccole arancioni) indica invece i fronti di chioma derivanti da focolai secondari (F.S.)

Propagazione del fuoco.

Tipologia: sotterraneo (% trascurabile), radente (52%), chioma (47%) principalmente attivo e indipendente

Superficie interessata: 90 ha, di cui 72 ha boscati

Inizio dell’incendio:

  • vertice sinistro più a valle della zona 1
  • fuoco radente misto interessando la lettiera e i cespugli del sottobosco
  • estensione: 150 m

Zona 1:

  • quota: 1070-1080 m
  • tipologia: di chioma attiva, a tratti indipendente
  • direzione: Nord-NordEst per effetto della pendenza e del vento di caduta
  • andamento: irregolare, con fiamme alte anche 25-30 m
  • focolai secondari: solo nella parte bassa a destra dell’area 1
  • nota: in assenza di vento l’incendio avrebbe avuto una direzione secondo la linea di massima pendenza e quindi avrebbe percorso solo quest’area (solo 12-13 ha)

Zona 2:

  • quota: 1300-1450 fino a 1800m ( propagazione della testa dell’incendio, fuoco di chioma) , 1150-1250 m fino a 1650 m (propagazione dovuta a focolai secondari e spotting, fuoco radente e chioma passivo)

Zona 3:

  • fenomeni di spotting
  • percorsa da focolai secondari a tratti ( più focolai successivamente confluiti in un solo fronte)
  • origine dei focolai secondari manifestati circa 1 ora dopo l’inizio della propagazione in chioma alle quote più basse (cmq meno devastanti di quelli alle quote più alte per effetto della minore pendenza, della priorità dell’attacco per la diretta minaccia al cantiere autostradale, dell’attacco aereo efficace): spotting, rotolamento a valle di ceppi e tronchi accesi

Zona 4:

  • propagazione di focolai da spotting originati probabilmente dalle fasi in chioma nelle aree 2 e 3 con una distanza lineare variabile da minimi di circa 300 m a massimi di di 600 m
  • quota focolaio più a Nord: 1860-1980 m
  • evoluzione di un fronte attivo-indipendente

Considerazioni:

  1. La variazione della specie da pino silvestre a fustaia mista, con notevole presenza di abete rosso e larice, misti al pino silvestre, ha contribuito ad interrompere la propagazione fra le chiome.
  2. La propagazione in chioma si è mantenuta tale finchè il terreno non ha variato la pendenza.
  3. La presenza di accumuli di neve ventata ha fermato il fronte radente.

L’incendio boschivo di Morgex del 17 giugno 2004.

L’incendio ha interessato le pendici del Mont Cormet (2476 m), in particolare il versante Sud, fra le quote 1100 e 1830 m.

Superficie interessata: 26 ha, di cui 11 ha boscati e 15 ha non boscati (ma in gran parte boscati prima dell’incendio del 1997)

Combustibile vegetale: Il passaggio del fuoco del 1997 ha quasi completamente eliminato la vegetazione dell’area, tranne in strette fasce orientate verticalmente, nelle quali è rimasta la presenza di alberi, con chiome notevolmente distanti dal suolo. Nelle zone più ripide si ha la presenza di barriere trasversali, formate da sostegni verticali costituiti dalla parte basale dei fusti degli alberi prima presenti, che trattiene più tronchi appoggiati ad esse trasversalmente ed orizzontalmente. Le singole barriere rappresentano un insieme di combustibili pesanti adiacenti a combustibili appartenenti alle classi diametriche (diametri centmetrici) più basse, quindi tendenti al gruppo dei combustibili leggeri. Fra una barriera e l’altra vi sono spazi colonizzati da abbondante vegetazione erbacea, e localmente si ha la presenza di piccoli cespugli, principalmente costituiti da rosa canina e crespino.

Condizioni metereologiche: L’innesco si è verificato tra le ore 16 e le ore 16:30. Da notare la sostituzione del vento di brezza con quello föhnizzato di caduta dopo le ore 16. In tale occasione si è assistito ad un aumento della temperatura e ad una contemporanea diminuzione dell’umidità relativa dell’aria, nonché ad un incremento della velocità del vento.

Propagazione del fuoco.

Inizio dell’incendio:

  • Quota:1450 m
  • Spinto da un vento da Ovest di intensità moderato si è propagato sia verso monte che verso valle.
  • Propagazione: verso monte = 5 m/min (10 m/min) – verso valle = 1 m/min

Propagazione verso monte:

  • fuoco radente nei combustibili di superficie della lettiera
  • A Nord nella baita di Boude Baou, intensificazione del fronte radente, con preriscaldamento delle chiome e passaggio in chioma delle fiamme (pino silvestre e abete rosso)
  • Nell'area boscata si sono inoltre manifestati sia il fuoco sotterraneo nella parte profonda della lettiera e nell'humus, sia i focolai stazionari residui nei ceppi marcescenti e nei tronchi secchi abbattuti conseguenti all'incendio del 1997. Questi ultimi focolai sono probabilmente alla base della ripresa del 20/6.

Propagazione verso valle: L'avanzamento verso valle è stato invece caratterizzato da una tipologia di propagazione molto particolare, del tutto fuori dalle possibilità di controllo delle forze antincendio. La ragione di tale fatto è imputabile al tipo di combustibile interessato, con barriere ed annesse cataste di ramaglia, in parte sovrapposte. Il fuoco, una volta interessate le prime cataste, ha progressivamente interessato le cataste limitrofe e sottostanti, principalmente in due modi:

  1. rotolamento dei tronchi accesi che formavano le barriere,
  2. preriscaldamento per forte irraggiamento da parte della catasta accesa limitrofa. Il calore d'irraggiamento ha contribuito a preriscaldare anche lo strato erbaceo seccaginoso (quindi in condizioni normali poco infiammabile) che ha propagato anch'esso le fiamme radenti da una catasta all'altra.

Nella notte la discesa del fuoco è proseguita inesorabile, ma sempre lenta. Alle prime luci dell'alba il fuoco (fianco sinistro), superato l'impluvio adiacente alla balza rocciosa, ed è entrato in una zona ancora boscata risparmiata dall'incendio precedente. In tale zona, si è verificata una propagazione veloce di intensità medio-elevata verso monte, senza tuttavia che il fuoco potesse evolvere in chioma. In tale frangente le fiamme avevano comunque interessato una fascia residua di bosco nella quale non erano state realizzate barriere protettive. Data la variazione di tipologia del combustibile, in poche ore è stato possibile fermare la propagazione del fianco sinistro.

Riprese di incendio:

  1. 20/06/04: Alle ore 16:30 ripresa nella parte alta (q. 1700 m) dell’incendio, con propagazione radente attiva in risalita lungo il pendio.
  2. 21/06/04: Alle ore 8:00 circa focolai sotterranei in ripresa già dal giorno precedente a valle della balza rocciosa sottostante Bou de Baou (q. 1200-1250 m).
  3. 14/07/04: Alle ore 9,30 circa focolaio sotterraneo in ripresa già dai giorni precedenti nell'area limitrofa alla baita diroccata.

Conclusioni: L'estinzione è stata decisamente problematica in tutta l'area nella quale erano state realizzate barriere di protezione con cataste di ramaglia adiacenti. E' inoltre da segnalare il grave danno a livello del suolo, vista la calcinazione totale delle aree dove insistevano le cataste di ramaglia. Oltre alla totale eliminazione della parte organica del suolo, è da annotare la frammentazione dello scheletro se non la "polverizzazione" del terreno. Tale stato di cose porterà facilmente a fenomeni di dilavamento e ruscellamento, con ulteriore impoverimento del terreno.

Indicazione delle zone percorse in occasione dell'incendio del 17/6/2004 (aree in giallo) sovrapposte a quelle bruciate nell'incendio del 17/3/1997 (aree in rosso).

L’incendio boschivo di Quiliano del 2 gennaio 2007.

L’incendio si è sviluppato nella prima mattinata del 2 gennaio su un precedente focolaio innescato nella notte del 1 gennaio ed allora circoscritto e spento, ed ha continuato l’opera di distruzione per l’intera giornata e nottata successiva.

L’incendio ha interessato le alture in sponda destra del Torrente Quiliano, soprastanti parte dell’abitato di Quiliano e gran parte della frazione di Valleggia, interessando anche il Comune di Vado Ligure.

E’ iniziato dalla località Casina e, a causa del forte vento da nord-est, ha rapidamente interessato le alture sopra le borgate Gagliardi e Valleggia Superiore, lambendo pericolosamente le residenze di parte di via Valleggia Superiore che sono state prudenzialmente evacuate, via Piola e le abitazioni di Torcello e località Termi, anch’esse evacuate, superando le strade comunali e le piste di esbosco del recente metanodotto.

Successivamente ha proseguito verso il Comune di Vado Ligure, oltrepassando la barriera costituita dal nastro autostradale ed interessando le aree a ridosso della Società Tirreno Power e della discarica di rifiuti solidi urbani del Boscaccio. Il fronte a ovest ha proseguito l’avanzamento, seppure in modo marcatamente più lento, verso la località Quilianetto, interessando il versante prospiciente alla località suddetta.

Superficie interessata: 450 ha

Con l’incendio è andata distrutta prevalentemente una vasta area di conifere con larga parte di macchia mediterranea. Nella parte più adiacente agli insediamenti abitativi sono stati in parte colpiti terreni coltivi terrazzati con presenza di alberi da frutto ed uliveti. Nella parte più avanzata verso ovest interessata dall’incendio, sono stati invece bruciati parti di bosco ceduo e di macchia mediterranea.

 

Notizie & Eventi

19-23 Ottobre 2008, Minteos partecipa alla fiera GITEX  - Emirati Arabi Uniti www.gitex.com

Luglio 2008, Minteos va a Beijing China www.torinowireless.it

4-9 Marzo 2008, Minteos partecipa al CeBIT. L'esposizione universale di Hannover. www.cebit.de

19 Febbraio 2008, Minteos appare su Forbes.

19 Febbraio 2008, Minteos appare su Business Wire.

6 Febbraio 2008, Minteos appare al lancio dell' Enterprise Europe Network a Bruxelles alla presenza di più di 1.100 participanti.

11-12 Ottobre 2007, Minteos selezionata per presentare le sue innovazioni alla convention EASY di Lisbona.

8 Ottobre 2007, Minteos National TV Channel RAI3

La presentazione ufficiale di FIRELESS è disponibile all'indirizzo www.minteos.eu