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La combustione del legno
Quando
il legno brucia, passa attraverso tre fasi di
combustione:
-
l'umidità evapora dal legno per azione del
fuoco circostante. Qualunque legno contiene
una certa percentuale di umidità. Poiché
parte del calore prodotto dal fuoco è
impiegata nella sua evaporazione , è molto
più conveniente, ed anche meno inquinante,
usare legno stagionato (max 20% di umidità)
piuttosto che legna verde tagliata di fresco
(50% o più di umidità). Questa fase è
completa quando il legno raggiunge la
temperatura di 100°C (Punto di ebollizione
dell'acqua).
-
aumentando la temperatura, il legno si
decompone in gas volatili e carbone. Il
legno prende fuoco ad una temperatura
compresa tra i 260°C ed i 315°C, bruciando
la carbonella ed una piccola percentuale dei
gas. La maggior parte dei gas, comunque,
sfuggirà per il camino, a meno che la
temperatura nella stufa sia sufficientemente
alta da bruciarli. (fase 3) Una volta nel
camino, i gas si combinano con l'umidità per
formare creosoto.
-
i gas e
il carbone bruciano. Il carbone comincia a
bruciare emettendo calore tra i 540°C ed i
705°C, riducendosi in cenere. In questa fase
si produce la maggior parte del calore
sfruttabile. I gas volatili si accendono tra
i 600°C ed i 650°C, purché abbiano
sufficiente ossigeno. I gas di rado
raggiungono questa temperatura, a meno che
non siano in qualche modo confinati e
dirottati verso la fiamma, od in un area
della camera di fuoco dove questa
temperatura sia stata raggiunta.
L'efficienza delle stufe non catalitiche
dipende dalla loro capacità di ottenere
questo.
Potere calorifico del legno. È espresso
generalmente in kcal/kg e rappresenta la quantità di
calore sprigionata dalla completa combustione di un
chilogrammo di legna. Il potere calorico dipende
dalla qualità del legno e dal tasso di umidità. In
media, si possono ottenere i seguenti valori per kg
di legno anidro: frondoso – 4300kcal/kg, resinoso –
4600kcal/kg. A fronte di uguale peso, i legni
resinosi hanno dunque un potere calorico superiore
agli altri legni. Questa diversità è compensata da
una maggiore densità dei legni frondosi.
Aria
in eccesso. Come tutti i combustibili, il
legno ha bisogno di una certa quantità di aria
(circa 5mc di aria per kg) per bruciare
completamente. Poiché però il legno è un
combustibile solido e si miscela con difficoltà con
l'aria, è necessario fornire una quantità di aria in
eccesso (fino ad un totale di 8mc per kg) per essere
certi che la combustione avvenga regolarmente. Tale
aria in eccesso, naturalmente, non viene in realtà
bruciata, e viene espulsa dalla canna fumaria,
trascinando con sé, però, una parte del calore
prodotto. Questo è uno dei motivi per cui il
rendimento del legno come combustibile è inferiore a
quello di combustibili gassosi, come il metano, o
vaporizzabili, come il gasolio, che miscelandosi
intimamente con l'aria, hanno meno bisogno di averne
in eccesso. Soltanto in stufe molto sofisticate,
come le già descritte stufe a palline, si riesce ad
ottenere la gasificazione della legna, ed un
rendimento altissimo.
Nei camini
aperti la quantità d'aria aspirata è in tale eccesso
(un camino con una bocca da 1x1m può aspirare sino a
300mc d'aria l'ora) che la maggior parte del calore
prodotto dalla combustione viene sprecata. Nelle
stufe, la possibilità di regolare, col registro
dell'aria, la quantità di ossigeno fornito, consente
di ridurre questo spreco al minimo.
Residui della combustione. Il legno,
qualunque sia la sua origine, è costituito da una
parte organica combustibile (la cui composizione
chimica media è: carbone 50%, ossigeno 42,5%,
idrogeno 6,5%, azoto 1%), da una parte minerale
inerte e dall'acqua. Le sostanze organiche, cioè le
resine, i tannini, ed i polimeri (cellulosa,
emicellulosa e lignina), per azione della
ossidazione ad alta temperatura durante la
combustione, subiscono delle profonde modificazioni
chimiche, liberando energia e producendo dei
residui, che, a seconda della qualità della
combustione, possono variare entro certi limiti.
I
principali residui sono:
-
le ceneri costituiscono dal 2 al 3%
della massa anidra del legno e sono il
residuo della sua parte minerale (silicio,
calcio, magnesio, potassio, acido fosforico,
etc.) Costituiscono un eccellente
fertilizzante e possono essere utilizzate
ottimamente anche come detergente per i
vetri ad alta resistenza termica delle stufe
e degli inserti per caminetti. In effetti,
un tempo erano utilizzate come costituente
di saponi artigianali;
-
ossidi di azoto. Le alte
temperature favoriscono l'unione tra le
molecole d'ossigeno e di azoto presenti
nell'aria. La loro produzione non dipende
dunque dal tipo di combustibile impiegato, e
non può essere del tutto eliminata, ma solo
ridotta dal controllo dell'aria comburente;
-
ossidi di zolfo. Lo zolfo è
presente in quantità minime nella legna, di
più' in combustibili fossili, come carbone e
gasolio. L'anidride solforosa, mescolandosi
col vapore acqueo di condensa soprattutto in
canne fumarie mal isolate, produce piccole
quantità di acido solforico, che è tra i
responsabili del precoce deterioramento dei
camini. Insieme con gli ossidi di azoto, gli
ossidi di zolfo sono i principali
responsabili delle piogge acide;
-
ossidi di carbonio. Costituiscono
la massa principale dei gas di risulta della
combustione. Il monossido di carbonio si
produce sulla superficie della legna come
primo risultato della combustione, e brucia
poi ad anidride carbonica (biossido di
carbonio) per successiva ossigenazione. Se
dunque la combustione avviene in carenza di
ossigeno, essa non si arresta completamente,
ma procede producendo monossido, anziché
biossido, che è il risultato naturale di una
combustione corretta. Questo processo, oltre
ad essere antieconomico, poiché riduce di
molto la potenza termica ottenibile, è anche
molto pericoloso perché il monossido di
carbonio è un potente veleno, in virtù della
sua affinità con la emoglobina del sangue. È
un gas insidioso, inodore ed incolore,
avvertibile solo dai sintomi che produce:
mal di testa, vertigini, sonnolenza, poi il
coma e la morte. L'intossicazione si cura
iperossigenando in camera iperbarica, ma un
intossicazione avanzata può comunque
lasciare conseguenze. Poiché è di lenta
metabolizzazione, l'intossicazione può
avvenire per accumulazione di esposizioni
successive al gas in locali infestati
avvenute anche ad intervalli di tempo. Gli
incidenti d'intossicazione da monossido di
carbonio provocati da apparecchi di
riscaldamento a legna sono molto rari e sono
generalmente dovuti al cattivo stato della
canna fumaria, più che della stufa. Invece,
gli apparecchi a combustibile a gas sono più
frequentemente soggetti ad incidenti, ma
anche in questo caso la responsabilità è
comunque quasi sempre da addebitare alla
mancata manutenzione od alla cattiva
progettazione della canna fumaria. Comunque,
un impianto ben progettato, realizzato con
prodotti di qualità e mano d'opera esperta,
è assolutamente sicuro. L'anidride carbonica
(biossido di carbonio) si forma per
ossigenazione del monossido di carbonio ed è
un gas innocuo, la cui produzione è
implicata dal processo stesso della
combustione, la quale si dice completa
proprio quando ogni molecola di carbonio del
combustibile si lega con una molecola di
ossigeno presente nell'aria comburente per
produrre anidride carbonica. Questo processo
completo libera la maggior parte
dell'energia prodotta dalla combustione. È
un gas fondamentale per la vita delle
piante, che ne assorbono il carbonio
liberando l'ossigeno nell'aria. Non può
dunque essere considerato di per sé un gas
inquinante;
-
idrocarburi incombusti. Le molecole
che costituiscono la parte organica del
legno sono estremamente stabili: occorre
un'alta temperatura per spezzarle
ossidandole, come abbiamo visto descrivendo
la terza fase della combustione della legna.
Nei caminetti aperti o nelle stufe di
cattiva qualità, questa terza fase della
combustione non avviene, con conseguente
formazione di creosoti. I creosoti sono
idrocarburi aromatici e poliaromatici
fortemente ossigenati e costituiscono buona
parte della condensa che si forma nelle
canne fumarie per cattiva combustione.
Mescolati alla fuliggine, formano delle
incrostazioni nelle canne fumarie, specie
dei camini tradizionali, che possono essere
causa, se non periodicamente rimosse, di
pericolosi incendi. I creosoti si formano
soprattutto quando la temperatura dei fumi
nella canna fumaria è bassa. Questo consente
alla condensa di aderire alle pareti.
Bruciatori a legna che inviano nel camino
fumi molto caldi non produrranno molte
incrostazioni, perché la temperatura
all'interno della canna è troppo alta per
consentire la formazione di depositi, anche
se i creosoti sono presenti nei gas. Il
creosoto si addensa più facilmente nelle
parti più fredde della canna. Nella maggior
parte delle installazioni questo avviene nel
tratto terminale. Le canne fumarie in
acciaio hanno meno problemi con i creosoti
di quelle in muratura, sia per le pareti
interne più lisce, sia perché la loro
maggiore espansione e contrazione in seguito
alle variazioni di temperatura tende a
fratturare i depositi di creosoti,
provocando il loro distacco e ricaduta nel
fuoco;
-
la fuliggine è un altro risultato
della combustione incompleta. È costituita
fondamentalmente da carbone puro (98%).
Assorbe facilmente la condensa dei creosoti
fissandola alle pareti della canna fumaria;
-
la condensa si forma facilmente
bruciando legna verde in impianti dotati di
canne fumarie non ben coibentate. La prima
fase della condensa è costituita soprattutto
dal vapore acqueo risultato della rapida
essiccazione della legna nella camera di
fuoco. Successivamente, col progredire della
combustione, si forma condensa dagli
idrocarburi incombusti, di cui abbiamo già
parlato, È un liquido scuro, oleoso,
maleodorante, infiammabile e di facile
infiltrazione. Si può evitare soltanto
bruciando buona legna in impianti realizzati
correttamente, con una buona canna fumaria.
APPUNTI SU
SPETTRO COMBUSTIONE DEL LEGNO. I prodotti della
combustione del legno sono gli stessi che si
ottengono per la combustione di un idrocarburo
(gasolio, esano, benzina, ecc…), l'andamento dello
spettro quindi risulterà simile, la differenza si
avrà nell'ampiezza dello spettro che dipende da due
fattori:
-
velocità
di reazione (dipende dall'apporto di
ossigeno alla reazione, molto minore in
combustibile solido rispetto ad un
combustibile liquido, per colpa della
superficie esposta all'aria);
-
temperatura della combustione (dipende dal
materiale che sta reagendo).
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News & Events
19-23 October 2008,
Minteos will
take part in GITEX fair - United Arab Emirates
www.gitex.com
July 2008,
Minteos
goes to Beijing China
www.torinowireless.it
4-9
March 2008, Minteos take part in CeBIT. Hannover' s global
exhibition. www.cebit.de
19
February 2008, Minteos appear on Forbes.
19
February 2008, Minteos appear on Business Wire.
6
February 2008, Minteos appear on Enterprise Europe
Network' s launch in Brussels. Over 1.100 participants were
present to celebrate the launch.
11-12
October 2007, Minteos selected to present its business
at EASY convention in Lisbona.
8
October 2007, Minteos on National TV Channel RAI3
FIRELESS official presentation is available on
www.minteos.eu
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